Diagnosi e Terapia delle Cefalee

Il Mal di Testa, in termini scientifici Cefalea, è un problema estremamente frequente: è stimato infatti che oltre il 90% della popolazione generale ne fa esperienza almeno una volta nella vita.

Le cefalee primarie (ad esempio emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo), non dovute cioè ad altre patologie, costituiscono l’85-90% di tutte le cefalee; il restante 10-15% è costituito dalle cefalee secondarie, rappresentate ad esempio da quelle da traumi, tumori, disordini vascolari, ecc.

L’emicrania (dolore unilaterale, pulsante, peggiorante col movimento e accompagnato da nausea, vomito, fastidio alla luce e ai rumori) talvolta si manifesta già nell’infanzia, colpisce circa il 18% delle donne ed 6% degli uomini ed ha la più alta incidenza nell’età di massima produttività, potendo limitare o addirittura impedire la vita lavorativa, familiare o sociale del paziente.

La cefalea tensiva (dolore a casco o tipo cerchio alla testa) è ancora più frequente dell’emicrania, ma solitamente il paziente riesce a svolgere comunque le sue attività.

La cefalea a grappolo è rara, predilige il sesso maschile ed ha caratteristiche cliniche nettamente differenti dai due precedenti tipi di mal di testa, sopratutto per la periodicità degli attacchi e i sintomi associati (lacrimazione, arrossamento dell’occhio, ostruzione nasale, ecc.).

Nonostante la sofferenza creata dal mal di testa, molti cefalalgici non si recano dal medico, ritenendo che non esistano trattamenti efficaci.

Le cefalee possono invece essere controllate mediante una combinazione di trattamenti farmacologici e non farmacologici (correzione dello stile di vita, eliminazione dei fattori che possono scatenare gli attacchi).

Il trattamento sintomatico e la prevenzione
In genere la maggior parte dei pazienti che soffrono di mal di testa ricorre al solo trattamento sintomatico, cioè con un farmaco da assumere al momento del bisogno.

Invece, se gli attacchi di cefalea ad esempio sono superiori a tre al mese, può esserci indicazione a un trattamento preventivo, con farmaci cioè da assumere in maniera continuativa o a cicli in modo tale da ridurre il numero e l’intensità degli episodi dolorosi.

L’automedicazione e l’uso eccessivo di farmaci

Una parte dei pazienti che ricorre alla cosiddetta automedicazione, cioè all’assunzione di farmaci per l’attacco senza aver prima consultato un medico, può incorrere nell’uso eccessivo di tali farmaci, definito come assunzione totale mensile (nei tre mesi precedenti l’osservazione del medico) di 15 o più analgesici comuni o 10 o più triptani (farmaci di nuova generazione per l’attacco emicranico). L’uso eccessivo porta fra le sue possibili conseguenze la cronicizzazione del mal di testa.

La visita specialistica

Una visita specialistica consente di effettuare una diagnosi corretta (identificazione del tipo di cefalea), di somministrare i trattamenti sintomatici e preventivi più indicati, eventualmente di ricevere una indicazione per eventuali approfondimenti diagnostici, di avere suggerimenti idonei a correggere lo stile di vita e di come evitare i fattori scatenanti gli attacchi.

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